"Nostro Signore Jesus Krestos apparve a San Giorgio e sigillò molte alleanze con lui. E gli disse:
"A chiunque ti commemorerà sulla terra, Io distruggerò tutti i peccati. Chiunque si trovi in tribolazione, per mare o sulla terra oppure, malato, invocherà Me per intercessione del tuo nome, Io lo allontanerò velocemente dalle sue sofferenze."; detto questo, Egli risalì nei Cieli."
from Ethiopian Orthodox Synaxarium
"Vi era nella provincia di Cappadocia una città assai bella, chiamata Lasia, nella quale regnava un re di nome Sevio che, con tutta la popolazione, era dedito al culto degli idoli. Vicino alla città vi era un grande stagno da cui usciva un enorme drago che uccideva molti degli abitanti.
Il re, cercando di sconfiggerlo con i suoi soldati, ogni giorno perdeva molti uomini.
l cittadini pensavano di aver avuto quel castigo dagli dèi che dovevano essere placati, e si lamentavano con il re, minacciando di abbandonare la città se il sovrano non avesse posto rimedio alla gravissima sventura che li aveva colpiti.
Allora il re decise di offrire ogni giorno un fanciullo in pasto al drago, affinché il mostro non divorasse i suoi sudditi; egli stesso, per prossima vittima, avrebbe dato la sua unica figlia. Poiché la proposta fu ben accolta dal popolo, il sovrano fece preparare la figlia in abito da sposa, quindi proruppe in lamenti e lacrime, poiché la giovinetta, anziché per le nozze, era pronta per il rito funebre. Per risparmiare la vita della figliola, offrì una ricchissima ricompensa a chi l’avesse salvata dal sacrificio, ma nessuno accolse quella proposta.
Accadde però che passasse di là san Giorgio per abbeverare il suo cavallo, ed, entrando nello stagno, il martire vide la regale fanciulla seduta e le chiese che cosa facesse in quel luogo. Ma ella rispose di non poter parlare e invitò il giovane ad allontanarsi, perché, fermandosi, avrebbe corso pericolo di morte. In seguito alle insistenze di Giorgio tuttavia la giovinetta gli disse la verità e narrò al santo che suo padre e i sudditi del suo regno veneravano Giove, Mercurio e Apollo. Il martire, a quel racconto, dichiarò false e bugiarde tali divinità e le espose la dottrina di Cristo, il quale l’avrebbe salvata dall'orribile morte; pregò quindi il Signore di compiere un segno, affinché quella gente credesse che Egli solo è il vero Dio.
Si udì allora il fragore delle acque dello stagno, e la fanciulla invitò Giorgio a fuggire, per- che stava per uscire il mostro.
Il santo, fattosi il segno della Croce, invocò il Signore Gesù Cristo, e il drago si placò come un agnello; quindi chiese alla principessa i nastri che le tenevano i capelli e con essi lego il mostro, consegnandolo a lei che, esultante, lo condusse in città.
A tale vista quegli abitanti si diedero a precipitosa fuga, ma il santo li trattenne sollecitandoli a credere nella Trinità, e allora avrebbero visto le meraviglie del Signore.
Giorgio espose poi le verità della fede, dicendo che se essi avessero creduto in Cristo, avrebbe ucciso il drago.
Tutti accettarono la religione cristiana, quindi il santo, infisse la lancia tra le fauci del mostro e gli recise la testa con la spada.
Esultanti, tutti i cittadini del regno chiesero il battesimo a Giorgio che chiamo per l’amministrazione del sacramento il vescovo di Alessandria, che in 15 giorni battezzò 40.000 persone.
l neo- battezzati edificarono una chiesa in cui, per opera dello Spirito Santo, giunse il martire Giorgio che, davanti all'altare, con un segno di croce, fece scaturire una sorgente d’acqua miracolosa, a contatto della quale ogni ammalato guarisce dalle proprie infermità.
(Cfr. O.Raineri Santi Guerrieri a Cavallo).

Nessun commento:
Posta un commento