lunedì 27 giugno 2011

"Chi sarò io in mezzo a una creazione senza numero?" Sir.16; 17

Nella somiglianza al Signore che l'ha Creato a Sua Immagine, l'uomo, custode della Creazione, è anch'egli creatore.
Se ogni essere vivente è in grado di servirsi della terra e di quanto contiene per il proprio benessere e sostentamento, l'uomo manifesta la somiglianza al il suo Artefice attraverso opere che esprimono e coronano il suo essere, dalle quali gli derivano, oltre che vantaggio materiale, anche soddisfazione e piacere intellettuale e spirituale.
Opere quali le scienze e le arti, che lo gratificano e lo elevano, manifestano la tensione dell'uomo verso Dio.
Penso agli uccelli del cielo, capaci di costruire il proprio nido, differente e caratteristico per ogni specie: quanto più grande è l'opera dell'uomo, in grado di imbrigliare il Creato, ma anche di ricercare, godere e produrre bellezza attraverso l'opera consapevole delle sue mani!
Bellezza che l'uomo ha conosciuto attraverso gli occhi di suo padre Adam, di cui custodisce la scintilla e lo stupore dal giorno del suo ingresso nel Gennet.
Bellezza che coincide con ciò che Dio ha Creato dal nulla è che è apparsa "cosa molto buona" ai Suoi occhi.
"Dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l'Autore." (Sap 13:5):quanto più noi stessi ci esprimiamo come artefici di qualcosa di buono e bello, tanto più assomigliamo a nostro Padre, Artefice di tutto. Attraverso il mio lavoro, voglio testimoniare non la mia perizia ( chi sarò io in mezzo a una creazione senza numero?) ma la Perfezione e Generosità dell'Almighty che mi ha concesso un dono che permette a me e ai miei fratelli di rendere onori all'Autore della Creazione, e che Egli sia conosciuto e amato nella Sua Maestà e Bellezza.


... so let the word of I mouth and the meditations of I heart be acceptable in thy sight, 
oh RasTafarI!

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